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LA PROSPETTIVA

prospettiva centrale

prospettiva accidentale

scorcio



prospettiva aerea

punto di fuga

La prospettiva ci fornisce il metodo per creare l'illusione della profondità dicampo. La prospettiva centrale parte da un unico punto di fuga posto al centro sull'orizzonte; quella accidentale parte da due punti di fuga e permette un'inquadratura di tre quarti, o di scorcio, la prospettiva aerea aggiunge un terzo punto di fuga non posto sull'orizzonte e permette un'inquadratura fortemente dal basso o dall'alto.

Cerchiamo di approfondire.

STUDIO DELLA PROSPETTIVA


Tavola disegnata con esempi di prospettiva centrale, prospettiva accidentale e prospettiva aerea

Le regole della prospettiva sono un passaggio obbligato per riuscire a creare la profondità di campo nel disegno. Non solo nei fumetti, ma in tutto ciò che è disegno, dalle illustrazioni di fantasia ai progetti architettonici degli architetti, entra in gioco la prospettiva.
È un metodo che può inizialmente risultare complesso in quanto comprende diverse fasi di costruzione, fra linee di profondità e punti di fuga; ma a differenza del disegno a mano libera, che è un’invenzione infinita, è un metodo che è importante conoscere: fatte nostre poche regole, ci fornirà la base per poter creare le nostre ambientazioni.

Iniziamo dal lessico. Si parla di:
prospettiva centrale;
prospettiva accidentale;
prospettiva aerea.
Sono i tre metodi fondamentali che contraddistinguono le diverse tipologie di prospettiva: il loro scopo è quello di creare un‘illusione di profondità nel campo, ma sono differenti tra loro.

Chiameremo la prospettiva centrale come PC.
La PC si forma a partire da un unico punto di fuga tracciato sull’orizzonte e posto al centro dell‘inquadratura. In pratica: definiamo il riquadro del nostro disegno, tracciamo la linea dell‘orizzonte circa al centro del riquadro; al centro di questo piano segnamo un punto centrale. Da lì (questo è il nostro punto di fuga) tracciamo linee oblique che si allontanano all’infinito verso ambo i lati. Sovrapponiamo a quest’ultime delle linee orizzontali, parallele all’orizzonte, in modo da formare il nostro piano, creando una scacchiera. All’interno di questa struttura potremo inserire le nostre forme.

Nella PA, prospettiva accidentale, il concetto resta lo stesso, solo che a differenza della PC qui inseriamo due punti di fuga, distanziati fra loro a seconda della profondità che vogliamo dare al nostro campo. Per applicare la PA dobbiamo tracciare ancora una linea di orizzonte e, sull’orizzonte, segnare due punti di fuga. Da entrambi i punti partiranno linee oblique che andranno a incrociarsi, definendo altri piani, da un diverso punto di vista.

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La sequenza delle vignette deve presentare cambi di inquadratura, e quindi diversi punti di vista, per far avanzare la storia e tenere desta l’attenzione del lettore.
Immaginiamo una scena in cui un personaggio è in auto e sta sfuggendo alla polizia. Con la PC avremo la possibilità di inserire nel disegno, per esempio, il primo piano dell’auto vista frontalmente, con la strada sullo sfondo, alle sue spalle.
Con la prospettiva accidentale potremo mostrare l’auto quasi di scorcio.

 

Nella PAE, la prospettiva aerea, andremo ad aggiungere un terzo punto di fuga, questa volta non sull’orizzonte, ma in alto o in basso, che ci permetterà di avere una vista, rispettivamente dall’alto o dal basso, dell’oggetto che vorremo inquadrare. La prospettiva aerea è efficace per dare profondità ai paesaggi.
Una volta decisa la prospettiva da applicare, tutti gli elementi che dovranno comparire nel disegno dovranno seguire le linee di profondità. Quindi è importante fare attenzione a rimanere sempre sullo stesso orizzonte, a non impostare mai altri punti di fuga, a meno che non sia prettamente necessario per inquadrature particolari o per creare deformazioni nel campo.

Proviamo con un esempio pratico. Ricordiamo il nostro metodo: ogni oggetto o figura umana che vogliamo inserire nello spazio della nostra vignetta è riconducibile a una forma base, un quadrato, un rettangolo, un cerchio, per esempio. Partiremo perciò sempre da forme geometriche, determineremo la nostra inquadratura e quindi sceglieremo il nostro punto di fuga: una volta definita la gestione degli spazi potremo passare a tracciare le parti nel dettaglio. Lavorare inizialmente senza una base, senza aver definito una struttura, non potrà che gettarci in confusione e ci porterà a un risultato errato che ci farà perdere del tempo utile.

EESERCIZIO

Prima di poter applicare al meglio le regole della prospettiva, cerca in rete alcune foto impostate secondo le regole della prospettiva centrale, accidentale, aerea; stampa un esempio per ciascuna alternativa e prova a sovrapporre a matita le linee di costruzione, a partire dal punto di fuga (o dai punti di fuga).
Lavora poi sulle singole figure, riconducendole a forme geometriche.
Per esempio, un palazzo potrà diventare un rettangolo, un‘automobile un rettangolo posizionato orizzontalmente sul piano, e così via.

Prospettive
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